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Canpane pàr dó
Emilio Gallina
Il titolo di questa originale raccolta poetica nella parlata urbana di Treviso, si rifà ad una delle mie prime composizioni in dialetto (fine anni settanta), premiata in un concorso indetto da “El Sil” il mensile del Circolo dei Poeti dialettali trevigiani: gli “Amissi de la Poesia”. Questa “fresca poesia” così affabilmente definita da Andrea Cason, presidente di quel Circolo nel corso della premiazione, è stata per me l’idea guida sentita e voluta di un certo modo di scrivere, molto personale, intimo, volutamente in dialetto, che mi ha permesso di fissare, come in tanti miniquadri, una piccola variegata galleria di momenti, di situazioni e sentimenti della quotidianità anche minima, vissuti e condivisi nel loro alternarsi sereno e gioioso, a volte sofferto e faticato, ma sempre “béi insieme”. Il “Carpe diem”, come scrive Bruno Rosada in una sua recensione, di chi ha saputo cogliere la bellezza di ogni attimo insieme “col bon e col tristo”.
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